Il check-raise nel mondo del poker: quando è meglio utilizzarlo

check raise

Il mondo del poker è estremamente vasto e c’è chiaramente il rischio, per un giocatore che è alle prime armi, di perdersi un po’ nei meandri di mille definizioni e concetti. In realtà, però, l’approccio che bisognerebbe avere è quello di grande equilibrio, cercando di prediligere giocate e tattiche molto semplici. In caso contrario, volendo emulare magari qualche giocatore famoso, si rischia di finire in bancarotta in men che non si dica, vedendo vanificati tutti i vari investimenti.

Innanzitutto, è bene mettere in evidenza come nel poker, sia fondamentale adottare una strategia che sia efficace, ma al contempo fluida, lineare e adattabile alle diverse situazioni di gioco che si possono incontrare nel corso delle varie partite. Detto questo, bisogna mettere in evidenza come ci siano alcune tecniche che dovrebbero essere sfoderate solamente da chi ha un certo livello di esperienza con questa disciplina.

Un esempio è rappresentato certamente dal check-raise, che corrisponde a una di quelle strategie che si possono rivelare fondamentali per i giocatori di poker, come ad esempio avviene con lo slowplaying. Si tratta di una tattica che riesce a essere veramente molto efficace per poter giocare e affrontare alcune tipologie specifiche di mani. Al tempo stesso, però, bisogna mettere in evidenza come sia necessario conoscere e approfondire ogni caratteristica di tale tattica, in maniera tale da evitare di commettere degli errori stupidi e inutili, cercando di ottenere il massimo profitto possibile dal piatto.

Le principali caratteristiche del check-raise

Diamo un’occhiata a come funziona il check-raise, provando ad approfondire quelli che sono i concetti di base. Si parla di check-raise in tutte quelle situazioni in cui si deve bussare, o nel termine pokeristico checkare, al proprio turno, avendo bene in mente l’obiettivo di portare a termine un rilancio nel medesimo turno in seguito alle puntate che sono state effettuate da parte degli avversari.

Dobbiamo sottolineare fin da subito come ci sia un’importante differenza rispetto allo slowplay: si tratta del fatto che il check-raise può costringere gli avversari a passare e, in questo modo, il piatto viene vinto in modo istantaneo. Lo slowplay, invece, è differente, dal momento che comporta la possibilità, per gli avversari, di vedere una carta in maniera del tutto gratuita oppure senza spendere troppo. Un gran numero di giocatori che hanno un basso livello di esperienza sottolineano come non sia affatto utile questa mossa e che, al contrario, possa essere anche condizionante in termini negativi. In realtà, però, il fatto di essere poco prevedibili e devianti sono proprio quelle caratteristiche che ogni giocatore di poker di buon livello dovrebbe ricercare.

Come funziona il check-raise

In poche parole, esattamente come avviene con lo slowplay, il check-raise si può considerare una sorta di mossa contraria in confronto al bluff e al semi-bluff, in cui si va a puntare in maniera decisamente importante su una mano debole. Ecco, quindi, che un giocatore di buon livello deve essere in grado di trovare un’ottima alternanza tra il suo gioco e questi passaggi e mosse piuttosto eccessive. Un giocatore che non ama impiegare il check-raise non si può affatto definire completo, dal momento che si tratta di uno di uno di quegli strumenti che consentono di battere gli altri giocatori che sono presenti al tavolo e che soprattutto portano a essere molto meno prevedibili del solito.

Le condizioni per poter attuare un check-raise efficace

Ci sono fondamentalmente due requisiti che possono tornare certamente utili per poter mettere in atto un check-raise che possa portare a degli ottimi ed efficaci risultati. In tal senso, la prima condizione che deve essere rispettata è chiaramente quella di avere la sicurezza di poter contare sulla mano migliore in tutto il tavolo. Come si può facilmente intuire, si deve trattare di una sicurezza molto alta, ma non abbastanza da poter portare a considerare l’impiego dello slowplay.

In seconda battuta, c’è anche un’altra aspetto da tenere a mente: serve avere la sicurezza che qualche avversario che viene chiamato a parlare in seguito al check appena effettuato possa scegliere di puntare. In caso contrario, il rischio principale che si corre è quello di mostrare una carta in via del tutto gratuita a tutti quegli avversari che hanno in mano delle carte peggiori rispetto alle proprie. Non solo, visto che non si avrà nemmeno la possibilità di collocare nel piatto le fiches di quei giocatori che, invece, sarebbero orientati a fare un call nel caso in cui si fosse presa la decisione di puntare al posto che fare check.

Nel momento in cui si ha intenzione di portare a termine un check-raise, è fondamentale comprendere quanto è decisiva la posizione che si occupa al tavolo. Obiettivamente, la decisione tra puntare oppure mettere in atto la tecnica del check-raise, è legata a una valutazione sul rapporto che intercorre tra i due fattori. Il primo è rappresentato dalla forza delle carte che si hanno in mano, sempre tenendo conto di quanto emerge dal tavolo e dalle carte scoperte, giusto per fare un esempio, mentre il secondo fattore è legato alla posizione dei vari giocatori da cui ci si attende che puntino oppure rilancino in seguito al check o alla puntata fatta.

Avendo in mano delle buone carte, ma non ottime, nella maggior parte dei casi il miglior consiglio da seguire è quello di provare a costringere gli avversari ad effettuare una doppia puntata, in maniera tale da trascinarli verso il fold. Avendo in mano delle carte estremamente forti, invece, un ottimo suggerimento da tenere a mente è quello di convincere l’avversario ad effettuare la chiamata di una singola puntata, senza dover essere preoccupati che possa arrivare a fare fold.

Spesso e volentieri, i giocatori più esperti tendono a sfruttare il check-raise nel momento in cui sono convinti di avere in mano la seconda combinazione di carte più forte al tavolo, a maggior ragione se questa strategia possa portare il giocatore con la mano migliore a passare. In alcuni casi, invece, la cosa migliore da fare è quella di eseguire un check e poi, subito dopo aver portato a termine la prima puntata e i diversi call, provare a rilanciare.